E-mail marketing al Media 2.0 Expo
May 8th, 2008Massimo Carraro, copywriter e socio ADCI, martedì 13 maggio va a parlare di e-mail all’Email Power 2008 in concomitanza con il Media 2.0 Expo.
Massimo Carraro, copywriter e socio ADCI, martedì 13 maggio va a parlare di e-mail all’Email Power 2008 in concomitanza con il Media 2.0 Expo.
“Come diventare famoso con un blog in tre ore”, ecco la storia del blog zero che ha avviato il passaparola sui dati dei redditi online.
14 maggio 2008, dalle ore 18.30 in poi, presso il Media 2.0 Expo, Promocard presenta la terza edizione del premio “Carta Bianca” con agenzie, clienti e freelance. Si tratta di una sfida creativa a triplo strato:
I freelance trovano visibilità
Le agenzie scoprono talenti e clienti
I clienti scoprono un media efficace
Per il new business partecipare alla presentazione è molto meglio che partecipare a una gara: è gratis, e c’è anche l’aperitivo offerto da Promocard.
Conferma adesso la tua partecipazione scrivendo a Emanuela Pasino
L’ingresso al Media 2.0 Expo è gratuito registrandosi sul sito.
Il seminario informativo gratuito è organizzato da Spazio Rosa della Provincia di Milano e segnalato da Donne Manageritalia, lunedì 12 maggio 2008 a Milano.
Il 14 maggio 2008 alle 14.30 presso il Media 2.0 Expo si tiene un incontro ristretto e riservato con lo scrittore Franco Bolelli.
L’incontro pomeridiano è ristretto e riservato ai Soci ADCI e ai freelance iscritti al Capitolo Freelance ADCI.
Franco Bolelli (1950) è nato e vive a Milano.
Da sempre scrive e parla di frontiere avanzate, mondi creativi, nuovi modelli umani.
Ha pubblicato numerosi libri, tra cui Vota te stesso, Live, Più mondi, Con il cuore e con le palle, Cartesio non balla.
Ha progettato e messo in scena festival sperimentali e pop, come Frontiere, tra filosofia, rock e nuove tecnologie.
L’ingresso al Media 2.0 Expo è gratuito per tutti, registrandosi qui. La partecipazione all’incontro con Franco Bolelli invece è riservata ai Soci ADCI.
Mercoledì 14 maggio 2008 è un altro giorno importante per i freelance e per i creativi. Dopo il congresso “I creativi creano valore”, un passo ancora più importante per la figura dei freelance e, indirettamente , di tutti i creativi. L’atto fondativo di “Independents’ Network, il Capitolo Freelance ADCI”. Tema:
“Innovatori connessi e globalizzati”
Parleranno:
Marco Cremona, presidente ADCI,
Gianni Lombardi, Coordinatore del Capitolo Freelance ADCI
Anna Soru, presidente ACTA
Nicola Antonucci, Manageritalia
Pasquale Barbella
Pasquale Diaferia, direttore Spot & Web
Seguirà alle 14.30 un incontro conversazione con Franco Bolelli, scrittore italiano e freelance, sul valore dell’innovazione personale in un mondo connesso e globalizzato. L’incontro con Franco Bolelli è ristretto e riservato ai soli soci ADCI.
Nella vischiosa palude italiana, gli indipendenti, i freelance e i lavoratori autonomi che lavorano per le imprese sono una delle forze più dinamiche e innovative. Ma non basta più la canoa e braccia forti per cavarsela: occorre anche fare rete e sviluppare la comunità dei freelance.
L’evento avrà luogo a Milano nell’ambito del MEDIA 2.0 Expo, Fiera Milano City, via Gattamelata 5, dalle 9.30. Durerà tutta la giornata con diverse iniziative, happy hour con open bar, e serata di presentazione di portfolio e book dei freelance.
Conferma la tua partecipazione scrivendo a Emanuela Pasino
L’ingresso al Media 2.0 Expo è gratuito registrandosi sul sito.
In Italia i freelance lavorano da soli, in un paese che li ostacola.
Uno dei sottovalutati problemi italiani è che la classe politica nel suo complesso, e buona parte della classe dirigente italiana, “non capisce” Internet.
Nel giro di dodici mesi circa abbiamo assistito a questi epocali episodi di cialtroneria e impreparazione online, poco compresi da giornali, tv e opinione pubblica nella loro portata:
Realizzato con anni di lavoro, è stato messo online e ritirato in pochi mesi il megaportale turistico “italia.it”. Il progetto è costato, pare, da 40 a 50 milioni di euro. Per come funziona Internet, assegnando a diecimila blogger un budget di cinquemila euro l’Italia avrebbe potuto fare sfracelli. Molte decine di milioni di euro per un progetto internet in mano alla Pubblica Amministrazione si sono rivelati utili come infilare banconote da 500 euro in un distruggidocumenti. L’aspetto grave della vicenda è stato anche il trionfalismo della messa online quando il progetto era talmente bacato che le falle sono emerse in poche ore ed erano immediatamente visibili a chiunque avesse esperienza concreta di Internet.
2. Progetto di riforma dell’editoria con equiparazione dei blog a testate giornalistiche
Recentemente è stato presentato un progetto di riforma dell’editoria che, fra le altre cose, prevedeva l’equiparazione dei blog a testate giornalistiche, compresi i blog amatoriali. La notizia del progetto ha suscitato tali critiche online che è stato immediatamente modificato. L’equiparazione di blog e siti a testate editoriali non è un’idea nuova per la classe politica italiana: era già stata ventilata anni fa. Tale obbligo, unico in Europa come tante innovazioni legislative italiane, avrebbe previsto la registrazionedel blog presso “un apposito registro” conservato presso il tribunale cittadino, con individuazione di un direttore responsabile e appesantimento di alcune responsabilità penali.
3. Attuazione della norma che prevede l’indicazione della partita iva in home page per i siti aziendali.
Probabilmente unica in Europa, l’Italia obbliga le aziende a riportare la propria partita iva sulla home page aziendale. L’inosservanza comporta una multa da 250 euro. Quello che non è stato tenuto presente è: l’inevitabile complessità della determinazione di quale partita iva va dove (due esempi: il gruppo industriale che ha un singolo sito istituzionale per diverse aziende, quale partita iva indica? Un libero professionista deve indicarla anche nel blog personale?); l’inutilità sociale di tale indicazione; Il fatto che la disponibilità di tale dato online per centinaia di migliaia di aziende faciliti la fiorente industria delle fatture false.
Il pericolo è che fra tre anni, con la consueta lentezza delle istituzioni italiane, partiranno migliaia di multe per non aver indicato la partita iva sul sito tre anni prima. E fra tre anni come farai a dimostrare che tre anni prima il tuo sito la riportava? Inoltre per 250 euro non vale la pena di fare ricorso, e quindi…
4. Messa online dei redditi degli italiani.
Questo è l’episodio più recente e, probabilmente, il più demenziale e clamoroso. Da un giorno all’altro sono stati messi online in forma consultabile i dati di reddito di tutte le dichiarazioni italiane. Non una scheda con nome, cognome, professione e reddito dichiarato: molti dati in più fra cui anche la data di nascita e altre informazioni potenzialmente delicate. Il database inoltre non era protetto, tant’è vero che in poche ore intere sezioni con intere città sono state prelevate dal sito e ridistribuite attraverso i circuiti peer-to-peer. Il dramma è che, come sa chi ha un’infarinatura di database marketing e data mining, correlando diversi database “non sensibili” o parziali è possibile ricavare dati sensibili, delicati o riservati su migliaia di cittadini. Esempio artigianale: sapendo nome, cognome, reddito, città e qualifica di dieci pensionati è facile individuare indirizzo e telefono di alcuni semplicemente cercando sulle pagine bianche. Non tutti i pensionati sono in pericolo, ma qualche pensionato rischia qualche truffa in più grazie all’improvvisazione di questa “operazione trasparenza”. E questo è solo uno degli esempi di cattivo uso di tali dati, un esempio assolutamente “low tech” e banale. A questo bisogna aggiungere le aggravanti: assoluta mancanza di informazione preventiva sull’iniziativa, effettuata oltretutto a ridosso del 30 aprile, giorno in cui si accumulano numerose scadenze fiscali. E infatti il sito è andato in tilt in poche ore.
Fra le bizzarrie a cavallo fra Internet e mondo off-line si potrebbero a questo punto aggiungere anche le farse dell’incertezza normativa sul bollino Siae e l’incertezza normativa sul canone Rai (deve pagare il canone anche chi ha un videocitofono o un computer? Nessuno è competente a rispondere).
I responsabili di questi brillanti episodi di e-government dovrebbero ritirarsi a vita privata ed essere inibiti a futuri pubblici uffici per manifesta impreparazione alla modernità. Invece continuano a governare, a ricoprire incarichi politici e, se trombati alle elezioni, ad essere ricompensati con incarichi pubblici di vario tipo.
Nel frattempo molti freelance lavorano da soli, e senza aiuti, per portare un po’ di innovazione in questo paese. Occorre incominciare a fare rete.
La pubblicazione online dei dati di reddito degli italiani ha scatenato un po’ di discussione online.
Uno degli elementi della discussione che viene più sottovalutato è l’argomentazione che tali dati favorirebbero la criminalità. Secondo molti “la criminalità avrebbe ben altre fonti a cui attingere”…
In realtà la criminalità utilizza Internet da più tempo delle Pubbliche Istituzioni, come sa qualsiasi webmaster che affronta quotidianamente attacchi informatici di ogni genere.
Mettere a disposizione online grandi database di dati reddituali, senza alcuna precauzione, è pericoloso perché facilmente può diventare una ghiotta fonte di informazioni per chi sa fare un minimo di data mining o di database marketing:
Un esempio: poter incrociare i dati di reddito con dati geografici probabilmente è un grande aiuto ai classici truffatori dei pensionati.
I vari “Rossi Giovanni, pensionato, 29.000 euro” forse non hanno nulla da temere: vattelappesca dove abitano.
Ma le “Eriprandozzi Guendalina, pensionata, 29.000 euro” di Vigevano, di Sapri o di Ponsacco?
I termini tecnici “data mining” e “database marketing” possono trarre in inganno e far pensare che occorrano chissà quali risorse. In realtà, ai livelli minimi, basta semplicemente avere la pazienza di correlare un po’ di dati della zona in cui si intende operare e poi concentrarsi sui nominativi più promettenti per mettere a segno qualche piccola truffa conoscendo un importante dato in più sulla potenziale vittima.
Senza contare le possibilità offerte a finanziarie scorrette e aggressive, ai procacciatori di matrimoni di comodo, ad operatori commerciali sul filo del lecito, agli autori di furti di identità.
Certo: in caso di abusi o truffe, in aiuto di Eriprandozzi Guendalina interverrebbero subito il Garante della privacy e le associazioni dei consumatori… con gli efficaci strumenti di una causa penale o civile della durata di soli 10 anni contro la finanziaria malevola o il truffatore.
L’intenzione dell’iniziativa probabilmente era buona. L’implementazione è risultata un po’ improvvisata :-)
[nota: nomi e dati sono inventati. Tecnicamente, anche i “Rossi Giovanni” hanno qualcosa da temere, perché incrociando i dati, i pensionati con quel nome probabilmente sono meno di qualche decina, quindi il semplice fatto di fornire online nome, cognome, professione, reddito e città di residenza rende molto facile, incrociando con gli elenchi telefonici, completare l’informazione con l’indirizzo]
Per informazioni sulle problematiche di sicurezza dei dati, consiglio il libro “Secrets and Lies” di Bruce Schneier, uno dei maggiori esperti di sicurezza informatica.
Una riflessione su KesselsKramer, una delle agenzie più creative d’Europa (probabilmente anche una a basso tasso di stagisti) da parte di Stefano Battistelli, un copywriter di Roma. Interessante l’osservazione sulla strategia Internet dell’agenzia.
Dal blog di Mauro Lupi segnalo questo schema sui “contenuti” generati dalle aziende e come si rapportano con il pubblico e con la visibilità aziendale:
http://admaiora.blogs.com/maurolupi/2008/04/contenuti-gener.html
Come si vede, l’Advertsing e’ il “contenuto” più visibile, ma anche quello più lontano dal pubblico dei consumatori.
Molto di quello che è sotto alla “linea di visibilita’” rappresenta opportunità per le agenzie pubblicitarie e per i freelance.
Da notare anche che nello schema il centro del sistema di comunicazione è il sito web.